Detrazioni fiscali sulla casa: cosa cambia con la legge di bilancio 2017

Fino al 2016 il sisma bonus era una detrazione riservata a chi abitava nelle zone 1 e 2, cioè quelle a più alto rischio sismico. Da gennaio 2017 alla fine di dicembre del 2021, invece, sarà possibile usufruire dell’incentivo anche per gli immobili in zona a rischio 3. Se si eseguono dei lavori antisismici sulla prima o seconda casa, o su un immobile da utilizzare per attività di produzione, si ottiene una detrazione del 50% dell’Irpef (o Ires, nel caso si tratti di un’impresa) che vengono suddivisi in cinque anni, fino ad una detrazione massima di 96.000 euro. Nel caso l’intervento antisismico riduca il rischio che l’edificio crolli di una o due classi, si otterrà uno sconto rispettivamente del 70% e dell’80%; se l’intervento riguarda un condominio, si arriverà al 75% e 85%. Anche chi abita nella zona sismica 4, detta anche “a bassa pericolosità”, per tutto il 2017 può ottenere un incentivo del 50%. Il tetto massimo di detrazione, anche in questo caso, è di 96.000 euro, in questo caso distribuiti però in dieci anni.

A proposito di efficienza energetica vengono confermate le agevolazioni sulla casa per quanto riguarda l’anno in corso, mentre vi saranno dei cambiamenti per quanto riguarda i condomini. Gli incentivi saranno validi per spese effettuate dall’inizio di quest’anno fino alla fine del 2021. Per quanto riguarda le detrazioni, verranno considerate su un totale di spesa fino a 40.000 euro, da moltiplicare in base al numero delle unità immobiliari che fanno parte dell’edificio; si avrà un aumento delle detrazioni fino al 70% se i lavori interessano più di un quarto dell’area esterna dello stabile, e potranno raggiungere il 75% nel caso in cui tali interventi migliorino le prestazioni energetiche medie identificate dal decreto 26/2015 del ministero dello Sviluppo Economico.

Le detrazioni fiscali sulla casa non finiscono qui: la legge di stabilità 2017 conferma anche l’ecobonus, un incentivo del 65% su lavori riguardardanti migliorie energetiche di immobili abitabili o d’impresa, per tutto l’anno corrente. L’ecobonus viene distribuito nell’arco di dieci anni e vale per diversi tipi di interventi, tra cui la sostituzione delle caldaie o degli infissi, la coibentazione di pareti della casa o del tetto, l’installazione di pannelli solari o schermature e l’acquisto di impanti domotici che permettano un risparmio energetico.

Vi è poi un bonus del 50% per mobili ed apparecchi elettrodomestici di classe A+ o superiore, fino ad una spesa di 10.000 euro, per chi compie lavori di ristrutturazione nell’anno in corso. Per quanto riguarda gli elettrodomestici, valgono tutti quelli che presentano certificato energetico. Sono compresi invece tra gli arredi librerie, armadi, letti, cassettiere, tavoli, comodini, sedie, poltrone, divani, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione.

Anche nel caso in cui siate interessati all’installazione di un impianto ad energia solare sono previste agevolazioni, che potete scoprire leggendo il nostro articolo sugli incentivi per il fotovoltaico.

Da quando sono stati attivati i primi incentivi sulle ristrutturazioni e le detrazioni fiscali sulla casa, quindi dal 1998 ad oggi, sono stati spesi 205 miliardi di euro in lavori coperti dal vantaggio fiscale: di questi, ben 32 dal 2007 ad oggi per migliorie riguardanti l’efficienza energetica.

Per capire meglio in quale modo questi interventi possono modificare positivamente il valore del vostro immobile prima di venderlo potete contattarci telefonicamente o via email: in questo modo potremo fornirvi supporto diretto e completo nella valutazione del vostro immobile.